La CSR collaborativa

Secondo la CSR Europe, la “Corporate Social Responsibility si riferisce al modo con cui un’impresa gestisce e migliora il suo impatto ambientale e sociale per generare valore sia verso i suoi azionisti che verso i suoi stakeholder, innovando la sua strategia, la sua organizzazione e i suoi comportamenti”.

Nella definizione proposta si nasconde una serie di concetti impliciti. Prima di tutto vi è insito il concetto di molteplicità e varietà di interlocutori (azionisti, clienti, dipendenti, comunità locali, fornitori, autorità di controllo, istituzioni pubbliche, ambiente).
Inoltre, è chiaramente intuibile che ogni parte dell’organizzazione ha potenzialmente “qualcosa da dire o da fare” in tema di responsabilità sociale.
Infine, sempre dalla definizione stessa si evince che non può mancare una progettualità, ovvero la generazione di una strategia CSR chiara e condivisa.

Tutti e tre questi aspetti – pluralità di interlocutori, mobilitazione di tutta l’azienda e necessità di disegno strategico – portano direttamente al tema della collaborazione. Quale migliore propulsore potrebbe essere attivato per disegnare strategie e progetti CSR delle aziende se non un’ampia partecipazione delle persone? Nell’articolo “Collaborare per crescere” del numero 14/15 (2010) di Pubblicità Italia si racconta del disegno delle strategie CSR di un grande istituto bancario: 50 persone impegnate a collaborare sul tema per tre giorni in un laboratorio dedicato al tema. Il risultato? Decine di idee nuove, immediatamente applicabili, nate dalla creatività e dal “genio” di gruppo. Un modo decisamente coerente allo spirito della CSR per rispondere alle sue  richieste sempre più impegnative.

Giovanni Indolfi

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